ALLUVIONE GENOVA 2011

Un filmato prova a chiarire le caratteristiche del drammatico evento verificatosi in via Fereggiano a Genova il 4 Novembre scorso, sulla base di informazioni reperite in rete e di applicazione di concetti base di idrologia ed idraulica.

Si ringraziano Mirella16389Dianis82, Google, Youtube, e ARPA Liguria

Il video è stato confezionato con modalità artigianali ed abusando della pazienza di una famiglia in un weekend di angoscia idrogeologica. Ci sono certamente imprecisioni (vedasi http://bit.ly/w1KdsT), e soprattutto tante cose che dovranno essere definitivamente chiarite ricostruendo nel dettaglio le condizioni idrauliche dei flussi. Nel ringraziare chi interviene, si precisa che non risponderemo alle pur giuste richieste di chiarimento, perchè saranno oggetto di esame tecnico nelle dovute sedi. Nelle prossime settimane renderemo più chiaro in che modo proponiamo di incanalare la partecipazione pubblica ai problemi di percezione del rischio alluvionale ed ambientale. Speriamo di riuscire a pubblicare in modo organico il materiale su questo evento. Resta per ora la nostra partecipazione emotiva ad un avvenimento di devastante tragicità.

22 pensieri su “ALLUVIONE GENOVA 2011

  1. grazie, finalmente qualcuno che spiega come la cattiva urbanistica genera disastri. L’uso dei video dei cittadini abbinati agli strumenti offerti dalla rete possono permettere una “didattica del territorio” semplice e diretta e non il semplice stupore strumentale offerto dalle tv.

  2. Discreto lavoro ragazzi.
    Suggerisco aumentare un po’ il tempo di visualizzazione delle videate con le scritte, soprattutto quella con la portata smaltita dal canale e la portata tracimata per dare il tempo di leggere a chi deve capire e non è “del mestiere”.

      • E dire che non ci aveo pensato!
        Idea luminosa!
        Non era una critica, era solo un idea per migliorare.
        Spero che oltre al link di repubblica il filmato venga rilanciato anche da qualche tv, perché l’uso che è stato fatto del montaggio rende più chiara la spiegazione senza entrare nei dettagli della dinamica dei fluidi.
        Da far vedere.

  3. Ben impostato il tutto,
    condivido che ci voglia un po’ di tempo in più di fermo-immagine per poter recepire i concetti: pur essendo del “mestiere” dopo la prima visione, ho dovuto più volte rivedere il tutto con fermo-immagini.
    La stima di 2 m/s di velocità dell’acqua… è opinabile: probabilmente, sia a monte nel Fereggiano e sia lungo la strada dove è esondata era, anche di molto più veloce… verificate.
    Non si capisce bene, e sarebbe inportante verificare la distanza della curva dove di fatto il torrente è uscito e la tombinatura, per capire se sono le piante nate nel torrente, i così detti calcinacci, rifiuti “rumenta” depositati a discarica nell’alveo, l’innalzamento in curva dell’argine stesso insufficiente o… il tappo della tombinatura a valle.
    Comunque bravi e… quanti torrenti ho visto esondare in curva…

  4. Sarebbe utile un commento audio che spiega meglio quello che bisogna notare.
    Sono d’accordo anche per l’allungamento del tempo di visualizzazione delle videate.

  5. splendido
    come genovese, é proprio quello che volevo vedere (e nessuno mi mostrava)
    come prof di scienze della terra di un liceo cittadino, lo userò sicuramente in classe

    col tasto stop é ok
    la procura parla dell’effetto tappo creato dal Bisagno, strozzato dalla copertura di Brignole 1 km sotto la confluenza del Fereggiano.
    questo video non ne parla, che cosa ne pensate?

  6. Rivedendo il tutto… risalta fotointerpretativamente dall’alto… l’ex ruolo di quel chiosco-edicola (dove avete messo la freccia gialla) sulla deviazione locale dell’alveo naturale del Fereggiano, prima verso dx – orograficamente parlando – e poi verso sx respinto dalla roccia della montagna.
    A mio avviso è proprio questa leggera ostruzione locale, in sponda sinistra – probabile base di quel chiosco o edicola per riparo (fermata autobus ?) ad aver causato la serpentina locale che, con l’impeto delle acque, ha fatto uscile l’acqua subito lì a valle, prima rimbalzata a dx, poi di sponda, con vortici, aria e detriti, è saltata fuori a sx esondando sulla strada.

  7. Ciao, bello il video, molto chiaro. Però c’è un errore: il punto che mostrate sulla mappa di Google come “il torrente scompare sotto la strada” non è quello corretto. Quello giusto si trova parecchi più a valle. Vi rimando qui per una spiegazione più accurata http://bit.ly/w1KdsT

    • Quel punto non è il luogo dove il torrente passa definitivamente sotto. Ma in quel punto il torrente viene comunque coperto e resta coperto per circa 200m prima di riuscire(se ho visto bene su Google Maps).

      Secondo me questo “tappo” di 200m è più che sufficiente per spiegare la fuoriuscita di una parte della portata.

  8. BEL LAVORO
    Sono di Genova e sto girando un video di documentazione su Via Ferregiano.

    Mi mancano però immagini della piena. Sapreste consigliarmi dove trovarle? ho visto che voi ne avete utilizzate alcune per il vostro filmato..

    Grazie mille

  9. su Youtube, http://www.youtube.com/watch?v=IjMIAoOfFHQ , tra 1.31 e 3.41 si vede il ponte di Piazza Carloforte e si nota il getto d’acqua creato dal Fereggiano (che sbocca pochi metri a valle del ponte) e impossibilitato a defluire dal Bisagno già gonfio. Dato che ogni campata è di circa 11 m. , il getto è quasi 22 m. Quando il video è stato girato, l’onda di piena c’era già stata da più di un’ora

  10. Mi ero dimenticato i complimenti per la tempestività con cui avete fornito le informazioni che potevate ricavare in modo che tutti quanti ne potessero fruire: un bell’esempio di uso intelligente della rete. E a proposito del lapidario – ed efficace – “dove non c’è più l’alveo”, l’onda di piena ha seguito il percorso Corso Sardegna – Corso Torino che ricalca esattamente il vecchi percorso dell’alveo originale del Bisagno: è possibile verificarlo confrontando la lunghezza originale del Ponte di Sant’Agata, che era circa 300 m (l’alveo del Bisagno è oggi di c. 60 m)

  11. per capire cos’è successo idrologicamente al torrente ferregiano servirebbe avere i dati di precipitazione inferiori ad 1 ora, perchè essendo così piccolo il bacino la piena massima si ha su tempi (di corrivazione) molto brevi, 15÷30 minuti. non credo che il problema sia stata l’ostruzione di un punto specifico, ma l’insufficienza generale dell’alveo.

    • Esattamente.
      In ogni caso i dati finali parlano di una pioggia con un tempo di ritorno duecentennale.
      L’attuale alveo del Fereggiano non è evidentemente in grado di “gestire” tale portata, indipendentemente dalle condizioni di piena del Bisagno.
      Il Bisagno in piena crea un piccolo disturbo al deflusso del Fereggiano tanto è vero che la tracimazione di quest’ultimo sarebbe avvenuta anche se il Bisagno paradossalmente fosse stato in secca.
      La soluzione la sappiamo ed è lo scolmatore che però raccolga le acque già all’altezza di largo Merlo in modo da alleggerire e di molto la zona dove il torrente è esondato.
      In ultimo, per quanto sia corretto evidenziare la necessità di pulire gli alvei dei torrenti che ricordo, per norma, spetta ai proprietari frontisti e quindi non solo a Province e Comuni, in questo caso i detriti non sono stati determinanti.
      Si è trattato di una bomba d’acqua con pochissimo fango e ancora meno vegetazione diversamente da quanto è avvenuto a Sestri P. lo scorso anno dove, la grande quantità di frane avvenute nelle alture, ha portato verso il mare grandi quantità di detriti e alberi che hanno intasato le tombinature.

  12. Bravi, bravi, bravi.
    Un vero servizio pubblico.
    Vero giornalismo.

    Enrico

    P.S. Non siate cosi suscettibili… la critica – che poi nemmeno una critica era, ma un suggerimento – di allungare i tempi, non era priva di fondamento.

    • Grazie. Nessuna suscettibilità. Il video resta com’e’, con le sue ingenuità e carenze. C’e’ troppo fango ancora da spalare per curare i dettagli.

  13. auguro alle famiglie colpite dai danni dell’alluvione una rapida ripresa cmq complimenti il video mostra l’accaduto nei dettagli :)grazie

  14. Grazie per aver dato a noi profani una spiegazione più tecnica di come siano andate le cose.
    Vi propongo un’ulteriore riflessione che potrete visualizzare a questo link:
    http://www.facebook.com/media/set/?set=a.2619990097819.150434.1197161440&type=1&l=0ae9c2a728
    Da tecnico del settore edile ho cercato di approfondire un punto che credo si dovrà considerare nell’identificazione delle responsabilità della tragedia: delle 6 vittime dell’alluvione 4 sono morte nel portone di una palazzina.
    Probabilmente per capire più precisamente la potenza dei flussi che hanno spinto 4 persone (2 donne e 2 bambine) ad annegare in uno scantinato, bisognerà avere le piante dello scantinato e del sottosuolo adiacente (l’acqua entrata dal portone forse ha trovato uno sbocco in uscita nel sottosuolo) o meglio ancora fare un sopralluogo.
    Ma una occhiata veloce alla posizione della palazzina (e di quel portone) e all’orientamento della palazzina danno già (per quel poco che ne capisco) un’idea di quello che può essere accaduto.
    Durante l’alluvione in molti, istintivamente, si sono rifugiati per salvarsi nei portoni delle case: perché qui invece della salvezza queste ignare passanti hanno trovato la morte?
    La risposta, da quel che riesco a capire è che oltre all’eccessivo contenimento dell’alveo ed alla pioggia straordinaria, è stata la palazzina ad ucciderle.
    Se qualcuno più esperto di me avesse voglia di proseguire il ragionamento sul flusso dell’acqua fino a quella palazzina e a quel portone, che che farebbe un ulteriore passo avanti verso la verità.
    Dovrà essere la giustizia a chiarire le evenuali responsabilità individuali, ma un dibattito aperto che comprenda cittadini, tecnici e politici è un buon esercizio di democrazia.

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