Alluvioni a Sapri

L’analisi delle fonti storiche è di primaria importanza per comprendere e valutare nel modo corretto la vulnerabilità idraulica di un territorio. A tale scopo, grazie alla disponibilità dell’amministrazione del comune di Sapri e alla collaborazione dei suoi cittadini, è stata raccolta una serie di informazioni che ha permesso di fare un quadro storicizzato della situazione sotto indagine. In particolare si sono raccolte interviste di abitanti del luogo e si sono esaminati gli atti del Consiglio del Decurionato. Da questi è infatti emerso che, ad esempio, nel marzo 1822 il Consiglio si riunì per deliberare sull’ “Opera comunale del Muraglione nel Torrente Brizzi” e per nominare i soggetti che avrebbero dovuto gestire la spesa dei fondi istituiti. Un’ulteriore atto del settembre 1827 parla della “necessità di questo muraglione, onde impedire i continui moti, che di continuo (il torrente) arreca ai fondi di questi particolari (cittadini), al Comune, e alla difesa della propria Chiesa”. Il torrente Brizzi compare inoltre come oggetto di un altro atto, del 1841, che proponeva alcuni rimedi all’allagamento ripetuto delle proprietà private e demaniali circostanti. Esso viene definito come un “grande e formidabile torrente” ed, in effetti, la situazione era gravosa: si parla di 5 o 6 palmi d’acqua dopo l’allagamento, i quali compromettevano la sicurezza delle famiglie che vivevano nelle vicinanze. Gli interventi proposti all’epoca furono la riduzione della tortuosità sull’alveo, l’arginatura, ovvero la fortificazione delle rive, e la pulizia dello sbocco a mare.

A seguito degli interventi sul torrente, l’alveo ha in parte modificato il proprio corso e dal secolo scorso il Brizzi non è stato più occasione di minaccia per la cittadina di Sapri. I canali sono stati invece modificati, fino a raggiungere l’assetto odierno, con quattro Valloni che attraversano Sapri: Vallone della Piazza, Vallone Scarpilla, Vallone Ischitello e Vallone Santa Domenica. I problemi di dissesto idrogeologico di Sapri non sono stati però scongiurati dagli interventi sul Brizzi. Le modifiche dell’assetto territoriale e urbanistico hanno introdotto nuove difficoltà nella gestione delle acque a partire dalla seconda metà del XX secolo. Prima infatti, i canali attraversavano la cittadina a cielo aperto e la rimozione del sedimento veniva effettuata con regolarità. In seguito, i canali sono stati tombati. È importante sottolineare che negli anni Cinquanta, ovvero negli anni in cui è stato effettuato il dimensionamento delle sezioni dei canali, il territorio circostante il nucleo vecchio del paese era paludoso e, comunque, non urbanizzato. Negli anni Settanta, la bonifica delle zone acquitrinose ha permesso l’espansione urbana verso nord, intorno alla stazione ferroviaria.

Nello stesso tempo, vi è stato anche uno sviluppo urbano del comune a monte di Sapri, Torraca, con significativa urbanizzazione dei pendii sopra la ferrovia. La conseguenza è stata che i percorsi canalizzati non potevano più essere modificati ed espandersi, sviluppandosi in una zona urbana. Gli effetti più recenti dell’abuso edilizio e della mala gestione territoriale si sono riscontrati nella notte del 14 ottobre 2010, quando, a seguito di un improvviso evento convettivo – temporalesco il sistema di canali è andato in crisi e il paese è stato nuovamente allagato. Situazione simile si è verificata inoltre il 15 ottobre 2012 con conseguenze di minor rilevanza.

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